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Inquinamento atmosferico e qualità dell’aria nel mondo: Report 2021

L’inquinamento atmosferico è ad oggi considerato la più grande minaccia per la salute dell’uomo a livello ambientale, con sette milioni di morti in tutto il mondo ogni anno. L’inquinamento dell’aria provoca e aggrava molte malattie, che vanno dall’asma al cancro, malattie polmonari e malattie cardiache.

Cause dell’inquinamento atmosferico

La qualità dell’aria che respiriamo indoor e outdoor può essere inquinata da diverse tipologie di agenti che sono causati sia da fonti artificiali che naturali.
Le fonti naturali includono: polvere portata dal vento, sporco e sabbia, fumo vulcanico e materiali in fiamme.
Le fonti artificiali, cioè inquinamento creato dalle azioni degli esseri umani, tendono a essere la principale causa di inquinamento atmosferico nelle città e, di conseguenza, possono essere maggiormente migliorate dalle normative. 

Nelle fonti artificiali sono incluse principalmente varie forme di combustione, come i trasporti a gas (aerei, automobili e treni) e le attività industriali (fabbriche, raffinerie e centrali elettriche), la combustione di biomasse (la combustione di materia vegetale o carbone per il riscaldamento, cucina ed energia) e l’agricoltura.

Negli spazi indoor invece, l’inquinamento può essere generato da diverse fonti, tra cui prodotti chimici per la pulizia della casa ma anche per la profumazione, materiali da costruzione, da arredi ma anche da attività quotidiane come cucinare o riscaldare gli ambienti. Questi inquinanti possono accumularsi nell’ aria interna, aumentando il rischio per la salute delle persone che vi abitano. 
Per affrontare questo problema, i purificatori d’aria giocano un ruolo fondamentale.

inquinamento dell'aria dalle industrie

Composizione dell’inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico è dovuto ad una grande varietà di fonti diverse, oltre a differire da città a città anche per ubicazione, formazione morfologica e normative di quel luogo: ogni località ha il proprio mix di contributori ed inquinanti. 

Per materiale particolato aerodisperso si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide
sospese in aria ambiente.

Il particolato PM2,5 (particelle sospese con diametro minore di 2,5 µm) è generato da diverse fonti e può variare nella composizione chimica e nelle caratteristiche fisiche. I costituenti chimici comuni del PM2,5 includono solfati, nitrati, carbone nero e ammonio. Le fonti umane più comunemente imputate sono i motori a combustione, la produzione di energia, i processi industriali e agricoli, l’edilizia e combustione di legna e carbone residenziale. Le fonti naturali più comuni di PM2,5 sono invece, tempeste di polvere, tempeste di sabbia ed incendi.

Alti livelli di inquinamento atmosferico possono incidere sulla qualità dell’aria nelle nostre case in particolar modo quando le finestre vengono aperte nei momenti di picco di concentrazione degli inquinanti. Di fronte a livelli elevati di PM2,5, l’installazione di purificatori d’aria è una soluzione importante per migliorare la qualità dell’aria interna, riducendo la concentrazione di particolato sospeso e altri inquinanti.

Conseguenze dell’inquinamento atmosferico

Si parla di inquinamento atmosferico riferendosi alle sostanze presenti nell’aria che sono dannose per la salute umana e/o per il pianeta nel suo insieme. Tutti i tipi di inquinamento atmosferico rappresentano un rischio con effetti nocivi per la salute: l’entità del rischio di complicazioni per la salute dipende dalla propria salute generale, dal tipo di inquinante, dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione all’aria inquinata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene che l’inquinamento atmosferico sia il più grande rischio per la salute ambientale oggi, che si stima contribuisca a 7 milioni di morti premature ogni anno.1

donna allergica in casa

L’inquinamento atmosferico è descritto come “killer silenzioso” perché raramente è la causa diretta della morte. Vediamo quindi che livelli elevati di inquinamento atmosferico possono causare problemi di salute di varia entità:

  • Effetti a breve termine: 
    • difficoltà respiratorie, 
    • dolore toracico, 
    • respiro sibilante, 
    • tosse, 
    • irritazione di occhi, naso e gola.
  • Effetti a lungo termine: 
    • danni ai tessuti polmonari, 
    • cancro, 
    • morte prematura, 
    • sviluppo di malattie respiratorie come asma, 
    • bronchite ed enfisema.

Una bassa qualità dell’aria colpisce maggiormente coloro che sono più vulnerabili, ad esempio si stima che nel 2021 la morte di 40.000 bambini di età inferiore ai cinque anni fosse direttamente collegata all’inquinamento atmosferico da PM2,5. E in questi ultimi anni in cui è comparso il COVID-19, i ricercatori hanno scoperto che l’esposizione al particolato PM2.5 aumenta sia il rischio di contrarre il virus che la possibilità di soffrire di sintomi più gravi quando infetti, inclusa la morte.2

Nonno e bambino

Fortunatamente l’utilizzo di purificatori d’aria rappresenta una misura efficace per ridurre l’esposizione all’inquinamento dell’aria nei nostri spazi , contribuendo così a proteggere la salute delle persone e a ridurre il rischio di complicazioni di salute. Molti studi infatti confermano che utilizzare purificatori d’aria può portare ad una diminuzione di malattie respiratorie e cardiovascolari3

Considerando che trascorriamo più del 90% del nostro tempo in ambienti come casa e lavoro, è importante che soprattutto le categorie a rischio, come bambini, donne in gravidanza, chiunque soffra di patologie respiratorie e anziani, utilizzino purificatori d’aria nei loro ambienti in modo tale da assicurare aria salubre negli ambienti chiusi dove passano la maggior parte del tempo.

Report del 2021 sulla qualità dell’aria nel mondo

Il rapporto annuale sulla qualità dell’aria mondiale di IQAir confronta milioni di misurazioni di PM2,5 effettuate in migliaia di località in tutto il mondo. 

Sebbene molte aree del mondo non abbiano ancora accesso alle informazioni disponibili al pubblico sulla qualità dell’aria, i dati globali sulla qualità dell’aria hanno continuato ad aumentare nel 2021.

Mentre molti altri rapporti e app riportano informazioni sulla qualità dell’aria sulla base dei dati satellitari, questo rapporto è generato esclusivamente dalle misurazioni di PM2,5 ottenute dalle stazioni di monitoraggio a livello del suolo. La maggior parte dei dati utilizzati nel rapporto è stata raccolta in tempo reale. Quando disponibili, sono stati inclusi anche set di dati storici supplementari di fine anno per fornire un’analisi globale dei dati più tempestiva e completa possibile.

mappa-globale-inquinamento

Quali sono i risultati più salienti?

  • I paesi e le regioni dell’Asia orientale, del sud-est asiatico e dell’Asia meridionale hanno sofferto della più alta concentrazione media annuale di PM2,5 ponderata per popolazione.
    La regione dell’Asia orientale includeva i dati di 1.347 città: di queste, 143 città, ovvero circa l’11%, avevano concentrazioni medie annuali di PM2,5 superiori a sette volte la linea guida dell’OMS di 5 µg/m³ per PM2,5. Tutte le 143 città si trovavano in Cina.
  • Le reti di monitoraggio della qualità dell’aria negli Stati Uniti e in Canada sono cresciute nel 2021, così come le emissioni nelle due nazioni. Nel 2021, il 96% delle città statunitensi e canadesi non è stato in grado di scendere al di sotto della linea guida annuale dell’inquinamento atmosferico dettata dell’OMS di 5 μg/m³ per i livelli di PM2,5. Le principali fonti di inquinamento sono state i trasporti alimentati a gas e diesel, la produzione di energia basata sul carbone, le emissioni industriali e gli incendi boschivi.
  • In Europa le concentrazioni medie di PM2,5 vanno da 5,5 µg/m³ in Finlandia a 35,2 µg/m³ in Montenegro.
    Nel 2021, la qualità dell’aria è migliorata in 14 paesi ed è diminuita in 25 paesi rispetto al 2020. In totale, solo 55 città sono state in grado di soddisfare la linea guida annuale sulla qualità dell’aria PM2.5 dell’OMS raccomandata di 5 µg/m³: in particolare il Regno Unito ospitava 10 città che hanno raggiunto la linea guida seguito dalla Finlandia con 8.
    Gli stati più settentrionali e occidentali dell’Europa hanno livelli di PM2,5 più elevati rispetto all’Europa meridionale e orientale a causa della combustione di carbone e biomassa per il riscaldamento nei paesi che vivono lunghi e freddi mesi invernali.
  • L’Italia si posiziona al 77esimo posto mondiale e al 14esimo in Europa con un livello di PM2,5 di 15.2 µg/m³.

 

europa-inquinamento-atmosferico

Cosa possono fare i governi per ridurre l’inquinamento atmosferico?

  • Diminuire le emissioni 
  • Approvare una legislazione per incentivare l’uso di veicoli non inquinanti per uso personale e industriale
  • Investire in fonti di energia rinnovabile
  • Fornire incentivi finanziari, come programmi di permuta, per limitare l’uso di motori a combustione interna
  • Fornire sussidi per incoraggiare l’uso di batterie e metodi di trasporto a propulsione umana
  • Espandere i trasporti pubblici e l’energia elettrica con fonti di energia pulite e rinnovabili
  • Costruire infrastrutture aggiuntive per incoraggiare il traffico pedonale e ciclabile
  • Rafforzare e far rispettare i limiti di emissione per i veicoli e l’industria
  • Adottare nuovi standard di qualità dell’aria basati sulle linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2021
  • Implementare strategie di gestione forestale per limitare gli incendi boschivi
  • Imporre il divieto di combustione nell’agricoltura
  • Sviluppare strategie civiche innovative per migliorare la qualità dell’aria
  • Aumentare il numero delle stazioni pubbliche di monitoraggio della qualità dell’aria
  • Fornire incentivi per l’acquisto di purificatori d’aria sia per uso domestico che lavorativo in modo tale da tutelare la popolazione

Cosa possiamo fare noi?

  • Sostenere iniziative, proposte, misure, organizzazioni e politici locali e nazionali che sostengono una migliore qualità dell’aria
  • Impedire all’aria esterna inquinata di entrare nelle case e negli spazi di lavoro chiudendo porte e finestre e impostando i sistemi A/C in modalità di ricircolo
  • Utilizzare purificatori d’aria con sistemi di filtrazione adeguati in casa e in ufficio
  • Quando possibile, riscaldare le case con stufe a gas o elettriche anziché a legna
  • Quando la qualità dell’aria esterna migliora, anche per breve tempo, ventilare gli spazi interni aprendo le finestre 
  • Limitare l’esposizione all’inquinamento atmosferico
  • Ridurre le attività all’aperto quando la qualità dell’aria non è salutare
  • Indossare una mascherina quando la qualità dell’aria non è salutare
  • Scegliere modalità di trasporto più pulite ed ecologiche come camminare, andare in bicicletta ed utilizzare i mezzi pubblici
  • Diminuire il consumo di energia personale
  • Ridurre i rifiuti riciclando e acquistando di meno
Grande metropoli con visibilità ridotta

Inquinamento indoor

La qualità dell’aria interna non è al riparo dall’inquinamento dell’aria esterna. Anzi, esistono numerose sorgenti di emissione specifiche degli ambienti interni che possono aumentare ulteriormente i livelli di inquinamento dell’aria indoor. 

La combinazione di inquinamento atmosferico e fonti di inquinamento indoor più uno scarso ricircolo può portare a un’aria da 10 a 20 volte più inquinata di quella esterna. 

Si parla di sindrome dell’edificio malato quando sono presenti i seguenti problemi che portano ad un inquinamento indoor:

  • Impianti di riscaldamento, condizionamento o ventilazione con scarsa o assente manutenzione;
  • Muffe;
  • Ozono in quantità elevate (prodotto ad esempio dalle fotocopiatrici);
  • Mancanza di filtrazione del ricircolo dell’aria;
  • Utilizzo di vernici, adesivi, solventi e pesticidi;
  • Scarso ricambio d’aria;
  • Materiali da costruzione inquinanti;
  • Arredamento non controllato;

Inoltre, dobbiamo ricordare che la nostra generazione trascorre più del 90% della giornata in ambienti chiusi: in media 22 ore su 24 in ambienti chiusi come casa o lavoro.

Ecco cosa possiamo fare per migliorare la qualità dell’aria indoor:

  • In condizioni di pessima qualità dell’aria esterna tenere chiuse le finestre e le porte e utilizzare purificatori d’aria, in particolare quelli con filtri HEPA di ottima qualità per rimuovere le particelle fini dall’aria;
  • Prestare attenzione ai livelli di qualità dell’aria previsti nella tua zona e seguire le raccomandazioni sulla salute;
  • Pulizia degli ambienti con prodotti naturali e non chimici;
  • Rimozione delle muffe, batteri e virus dall’ambiente;
  • Utilizzo di vernici, prodotti per la pulizia e solventi in assenza di persone;
  • Eseguire un’adeguata manutenzione di tutti gli impianti di riscaldamento e di ventilazione forzata;
  • In condizioni di inquinamento atmosferico esterno buone ventilare più possibile l’ambiente. 
donna che apre finestra per ventilare la casa

Conclusioni

Quello dell’inquinamento atmosferico è da sempre un argomento molto caldo e purtroppo, come abbiamo visto, ancora oggi rimane una delle principali cause di effetti avversi legati all’esposizione a breve e a lungo termine e di morti premature in tutto il mondo.

Quelli che abbiamo analizzato sono dati allarmanti e che riguardano tutti noi, in ogni parte del globo.

Dato che l’inquinamento atmosferico è un problema complesso (in quanto dipende da molteplici fattori come il traffico, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria) è una questione che non può essere affrontata in maniera estemporanea ed emergenziale ma va affrontata dai governi con una pianificazione e tempistiche ben programmate.

Oltre a questo è importante che chiunque di noi faccia la propria parte, cercando di seguire i consigli sopra citati, sfruttando le nuove tecnologie di purificazione, per la nostra salute e delle persone che ci circondano.

Utilizzare un purificatore d’aria nell’arco della giornata e ventilare gli spazi sono ottimi rimedi per abbattere le concentrazioni di inquinanti indoor guadagnando, così, in benessere e salute a breve e lungo termine

E tu lo farai?

purificatore aria Etere in cucina

Fonti

[1] World Health Organization. (2014). Burden of disease from the joint effects of household and ambient air pollution for 2012. https://www.who.int/airpollution/data/AP_joint_effect_BoD_results_May2018.pdf

[2] Harvard T.H. Chan School of Public Health. (n.d.). Coronavirus and air pollution. https://www.hsph.harvard.edu/c-change/subtopics/coronavirus-and-pollution/

[3] https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S037877882100534X?via%3Dihub

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