Le polveri sottili: cosa sono, i danni alla salute e i possibili rimedi

polveri sottili - cosa sono, i danni alla salute e i rimedi

L’inquinamento dovuto a polveri sottili è ormai riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per la salute della popolazione mondiale, sia all’esterno che indoor (all’interno di case e uffici, ad esempio*), anche se ancora oggi non esiste una consapevolezza diffusa sulla tematica e soprattutto sui danni all’organismo ad essa legati. Cerchiamo allora di capire cosa sono le polveri sottili, gli effetti sulla salute e soprattutto i rimedi a cui possiamo affidarci.

Cosa sono le polveri sottili?

Quasi tutti negli ultimi anni hanno sentito parlare almeno una volta di PM10, PM1, micron o particolati: sono tutti termini con cui si descrivono, appunto, le diverse polveri sottili presenti nell’aria che respiriamo. Esse infatti non sono altro che l’insieme di sostanze, materiali e particelle sospese in aria che derivano sia da sorgenti naturali sia dall’attività dell’uomo.

È facile anche capire il significato delle sigle con cui si classificano: PM è l’acronimo di Particulate Matter o Materia Particolata, ovvero particelle molto piccole; il numero che segue invece è relativo alla dimensione delle stesse particelle: i PM10 ad esempio hanno un diametro più grande (con una dimensione inferiore a 10 micron, millesimi di millimetro), delle PM1 (che hanno un diametro inferiore a 1 micrometro), le più piccole e pericolose per la nostra salute.

Per aiutarci a comprendere quanto queste particelle siano piccole rispetto a ciò che siamo abituati ad osservare nella quotidianità, basta pensare che un capello umano ha un diametro tra i 50 e 70 micron e un granello di sabbia è grande invece circa 90 micron.

le polveri sottili - spiegazione visiva delle dimensioni

Polveri sottili e salute: i rischi e i danni conseguenti

La pericolosità delle polveri sottili è legata alla loro caratteristica principale: la dimensione ridottissima che permette a queste microparticelle di superare le difese naturali del nostro organismo. Più queste particelle sono piccole, più riescono a introdursi nel corpo, fino a raggiungere oltre ai polmoni anche il flusso sanguigno.

Il particolato grossolano ad esempio ha dimensioni superiori ai 10 μm e quindi non è in grado di penetrare nel tratto respiratorio, mentre il PM10 è una polvere inalabile e quindi man mano che diminuisce la sua dimensione supera le naturali barriere del nostro corpo, si deposita nei bronchioli, in fondo ai polmoni fino agli alveoli e quindi entra in circolo nel sangue.

Esiste inoltre un secondo grado di pericolosità legato alle polveri sottili: essendo particelle invisibili ad occhio nudo, sono nemici invisibili che diventano ancor più pericolosi perchè facili da ignorare o sottovalutare, aspetto che rende l’esigenza di informare e sensibilizzare quante più persone possibili sulla pericolosità dell’aria impura che respiriamo, sia all’esterno che all’interno (in alcuni casi addirittura più inquinata).

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conseguenze sulla salute delle polveri sottili

Gli effetti sulla salute

La concentrazione e la conseguente inalazione di polveri sottili può avere un impatto sul nostro corpo manifestando effetti immediati come ad esempio irritazione a occhi, naso e gola e problemi di respirazione, mal di testa, stanchezza e bassa concentrazione.
Ma non tutti manifestano problemi evidenti allo stesso modo. L’effetto del contatto con le polveri sottili può provocare malattie più gravi che si manifestano più nel lungo periodo. Studi epidemiologici hanno evidenziato associazioni tra le concentrazioni del PM10 e un incremento di mortalità e ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie. È stato inserito infatti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra i cancerogeni di gruppo 1, cioè agenti sicuramente cancerogeni per l’uomo.
Gli studi dimostrano inoltre che in Europa annualmente si registrano decessi per oltre 500.000 persone a causa dell’inquinamento atmosferico e i dati riguardanti l’Italia sono allarmanti: 90 mila decessi prematuri e 1.500 decessi per milione di abitanti, dei quali 1.116 solo per il particolato PM2,5.**

** Dati riportati in un recente report di settembre 2017, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile(2) in collaborazione con Enea(3) e con la partnership delle Ferrovie dello Stato Italiane(4), in un’approfondita analisi delle cause primarie dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane e dieci proposte per far crescere la green economy e migliorare la qualità dell’aria nelle città.

1 Dal titolo “Ambient Air Pollution: a global assessment of exposure and burden of disease”, pubblicato a settembre 2016,
2 https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/
3 http://www.enea.it/it
4 https://www.fsitaliane.it

Le categorie più a rischio: bambini, mamme incinta e lavoratori, ma ognuno può essere colpito

L’esposizione alle polveri sottili è dannosa per tutti, grandi e piccoli, ma esistono categorie di persone e luoghi nei quali il rischio è più concentrato: oltre a bambini e mamme in stato di gravidanza infatti, esiste un rischio legato all’inquinamento indoor. Come già detto infatti l’aria può essere persino più inquinata negli spazi indoor, ovvero dentro case, uffici e tutti gli spazi chiusi, in cui le particelle provenienti dall’esterno si sommano a quelle rilasciate dalle attività quotidiane e oggetti di arredamento. Vediamo nei dettagli i rischi legati ad ogni categoria.

Bambini

La categoria maggiormente affetta dalle microparticelle, in quanto possono risentire degli effetti negativi già nel brevissimo periodo, e quindi durante la fase della crescita. L’inquinamento ritarda la crescita polmonare, facilita l’asma e rallenta lo sviluppo cognitivo. I bambini inoltre, avendo una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il sistema respiratorio ancora non formato completamente, sono molto più esposti alle allergie e sensibili agli effetti, poiché a parità di peso mangiano cinque volte, bevono quattro volte e respirano due volte più di un adulto.

Donne in stato di attesa

Anche per le donne in stato di attesa è particolarmente pericoloso respirare in ambienti con aria non controllata. Durante la gravidanza, infatti, possono nascere delle interferenze endocrine dovute all’esposizione a sostanze inquinanti, che influiscono sul sistema ormonale della madre e sulla tiroide, con conseguenze sullo sviluppo del cervello del bambino, come spiega l’Associazione culturale pediatri, che ha curato il manuale Inquinamento e salute del bambino (Il Pensiero Scientifico Editore).

Bisogna tener presente che l’inquinamento indoor non è presente solo all’interno di casa, ma anche nelle scuole e soprattutto in ufficio. Tra le principali fonti di inquinamento vi sono, infatti, stampanti, fax e fotocopiatrici, che possono determinare esposizioni a ozono e metalli pesanti. Per questo motivo chi lavora in ambienti di lavoro a stretto contatto con le comuni macchine da stampa è ad alto rischio di contaminazione sia per inalazione, sia per il contatto con la pelle del comunemente chiamato “nero fumo”.

Lavoratori in ufficio e spazi chiusi similari

Bisogna tener presente che l’inquinamento indoor non è presente solo all’interno di casa, ma anche nelle scuole e soprattutto in ufficio. Tra le principali fonti di inquinamento vi sono, infatti, stampanti, fax e fotocopiatrici, che possono determinare esposizioni a ozono e metalli pesanti. Per questo motivo chi lavora in ambienti di lavoro a stretto contatto con le comuni macchine da stampa è ad alto rischio di contaminazione sia per inalazione, sia per il contatto con la pelle del comunemente chiamato “nero fumo”.

La Soluzione più Comoda

Polveri sottili: i rimedi esistenti

Rinchiudersi in casa per proteggersi? Assolutamente no!

L’aria interna è fondamentalmente la stessa di quella esterna, ma cambiano quantità e tipi di contaminanti. A quelli esterni si aggiungono quelli propri degli ambienti interni. L’aria indoor può essere in generale 5 volte più inquinata rispetto a quella outdoor per diversi motivi.

Il principale è che gli inquinanti esterni vengono intrappolati e si accumulano all’interno, ancora di più oggi che la qualità degli infissi minimizza al massimo le possibilità di avere spifferi o ricambi di aria indesiderati. Vi sono inquinanti propri delle abitazioni, poi che vengono rilasciati dalle vernici, dai mobili e dai diversi materiali edili presenti in casa e uffici. A tutto ciò si sommano le varie attività umane che effettuiamo quotidianamente, come la cottura dei cibi, le pulizia della casa o l’utilizzo di riscaldamenti o stufe che contribuiscono molto spesso alle emissioni di ulteriori inquinanti.

Poiché si stima che nei Paesi sviluppati la popolazione passi il 90% del proprio tempo in ambiente chiuso, case, uffici e scuole, la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa cruciale per la salute e per il benessere delle persone.

I primi rimedi veloci per l’inquinamento indoor: 10 consigli per iniziare a respirare meglio.

E’ possibile effettuare dei miglioramenti alla qualità dell’aria che respiriamo già seguendo delle semplici regole che possiamo cominciare a seguire già da domani come primo passo verso un’aria più sana e quindi una vita più sana.

Abbiamo visto che l’inquinamento indoor è una forma di alterazione ambientale determinata da comportamenti e fattori messi in atto inconsapevolmente, come l’abitudine di non areare gli ambienti quando si cucina, ad esempio, o quando si utilizzano deodoranti e prodotti per la pulizia domestica. Possiamo trovare inoltre esalazioni provenienti dai mobili e dagli arredamenti, o dai materiali di costruzione che possono sprigionare particelle inquinanti.

La prima fondamentale regola è quindi quella della ventilazione, regola peraltro molto semplice da seguire: basterà infatti ricordarsi di areare un’ambiente in cui abbiamo svolto delle attività come quelle che già abbiamo citato. La ventilazione ci permetterà di raggiungere due scopi: ridurre la concentrazione di inquinanti chimici e abiologici e tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità all’interno degli spazi chiusi.

L’importanza di questa pratica è già stata ampiamente testata e dimostrata da studi effettuati sull’inquinamento indoor che hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra la ventilazione della casa e le condizioni di salute delle persone che abitano al suo interno.

Oltre alla ventilazione, esistono poi numerosi altri accorgimenti con cui potremo effettuare miglioramenti sull’aria di casa prima di ricorrere a soluzioni professionali. Vediamo i principali:Donna che apre le finestre

 

  • Controllare le condizioni microclimatiche: evitare elevati valori di temperatura e umidità per evitare la proliferazione di muffe e acari
  • Areare gli ambienti più volte durante la giornata per evitare l’accumulo di inquinanti sia gassosi di particelle: aprire le finestre per periodi brevi almeno 2-3 volte al giorno
  • Moderare l’utilizzo di prodotti per la pulizia come detergenti, detersivi o deodoranti, diffusori di profumo, candele e incensi: contengono composti organici volatili che vengono rilasciati durante il loro utilizzo
  • Effettuare una corretta e periodica manutenzione degli impianti di condizionamento: se non garantiscono un ricambio dell’aria controllato, consentono l’infiltrazione di inquinanti dall’esterno o la proliferazione di muffe se non viene sostituito il filtro regolarmente
  • Non fumare in casa o in ambienti chiusi: gli inquinanti chimici rilasciati dalle sigarette rimangono sulle pareti, sugli arredi, tende e tappezzerie per lunghi periodi
  • Limitare e non abusare dell’utilizzo di insetticidi e leggere l’etichetta attentamente: avere premura di arieggiare la stanza e non permanere subito dopo l’utilizzo
  • Far prendere aria agli abiti dopo la lavanderia: i detersivi contengono sostanze chimiche che vengono rilasciate nell’aria o possono entrare a contatto con la pelle
  • Nella scelta dei materiali da costruzione, vernici, adesivi e colle prediligere quelli che presentano livelli emissivi più bassi per gli inquinanti chimici indoor: evitare di soggiornare nelle stanze in caso di recente ristrutturazione o verniciatura
  • Ridurre l’utilizzo di tappeti in casa che sono ricettacolo di polvere, acari e batteri, soprattutto se in casa vivono bambini o persone soggette ad asma
  • L’utilizzo di stufe e caminetti con la combustione della legna, senza un corretto sistema di abbattimento degli inquinanti, rappresenta una fonte rilevante di emissioni di particolato atmosferico e composti nocivi

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    % Commenti (2)

    Buongiorno vorrei alcune informazioni sull’ inquinamento delle polveri sottili. Io lavoro in una lavanderia e davanti c’è una fabbrica di polveri che sprigiona sempre del fumo bianco i titolari dicono che è vapore ma da noi arriva una polvere bianca. Come posso fare per vedere se la respiro, che esami del sangue dovrei fare , poi non basta mi sono accorta che si respira male. Grazie

    Gentile Sig.ra Rita,
    la ringraziamo per la sua richiesta di informazioni.
    Per verificare che tipo di polveri e sostanze dannose sono presenti nell’aria, si può utilizzare un rilevatore di inquinanti in grado di definire la concentrazione di polveri sottili e sostanze organiche presenti nell’ambiente in cui è posizionato. Noi non abbiamo ancora disponibile un dispositivo da proporre, ma nel mercato ne può trovare di diversi tipi.
    Rispetto alla sensazione di respirare male, invece, è consigliabile utilizzare un purificatore d’aria all’interno del luogo di lavoro, che depuri l’aria trattenendo ed eliminando le sostanze tossiche che vengono dall’esterno e anche quelle rilasciate dalla normale attività lavorativa.
    Il nostro purificatore d’aria ETERE è un dispositivo compatto e performante. Si può appoggiare su ripiani o appendere comodamente a parete. Grazie al filtro brevettato a 3 strati, trattiene le polveri sottili, allergeni, virus batteri e neutralizza gli odori.
    E’ un prodotto Made in Italy. Può trovare più dettagli cliccando qui: https://www.filair.it/

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